Crisi finanziaria: finanza né angelo ma neppure demone
Pubblicato da nonallineato su Ottobre 11, 2008
L’argomento crisi finanziaria richiederebbe ancora tempo e spazio per affrontare numerosi aspetti non trattati nei post che all’argomento ho dedicato. Ciò che finora ho scritto, ha tratto motivazione da un canto dalla mia personale esigenza di capire meglio scrivendo e dall’altra perchè l’informazione giornalistica piuttosto precisa, apprezzabile e puntuale mi ha dato talvolta la sensazione di fare una cronaca che dava troppe cose per scontate in termini di passaggi tecnici. Ma dal contesto, dall’informazione, dai blog, da conversazioni, traggo la sensazione di una crescente diffidenza verso la finanza. Capisco che motivi ce ne sono ma chi pensasse che la vita di oggi può svolgersi senza il supporto di una BUONA e SANA finanza sbaglierebbe di grosso. Chi vedesse la finanza come qualcosa che nasconde sempre e comunque imbrogli e dietrologia sbaglierebbe parimenti. In entrambi i casi bisognerebbe rendersi conto che come ogni attività umana, come ogni oggetto umano, anche quello costruito con le migliori buone intenzioni per aiutare l’umanità può essere piegato al disegno di uomini che usano lo strumento in maniera criminale o comunque danosa.
E’ la finanza che permette a chi voglia e possa di acquistare una casa, o un oggetto molto costoso o qualunque altra cosa. E’ la borsa, l’investimento in azioni che opportunamente fatto ha consentito e consente, OGGI di accrescere il proprio patrimonio o di farsi pian painino un gruzzoletto. E’ la finanza che permette lo sviluppo economico. La finanza anche senza che ce ne rendiamo conto, scandisce diretamente o meno ogni passaggio della nostra vita. La moda incipiente di demonizzarla è superficiale, frutto di un impulso di rabbia o di non conoscenza che però né cambia le cose né aiuta a capire. Perchè di questo si tratta, di capire. E la comprensione, anche per i meccanismi della finanza nella quale direttamente ci imbattiamo per le normali necessità del vivere non è affatto tanto astrusa da essere impossibile.
Forse un esempio mi aiuta a spiegarmi: una persona che voglia comprare casa accendendo un mutuo dovrebbe capire che se ha un reddito fisso, che notoriamente cresce poco nel tempo e con ritmi lenti, sbaglia a sottoscrivere un mutuo a tasso variabile anche se è la sua banca che lo suggerisce. La cosa è tanto banale da essere incredibile eppure è successo a centinaia di migliaia di percettori di reddito fisso che sono andati in crisi e regolarmente rischiano di perdere la casa. Questo aspetto, ad esempio, non rappresenta la “scienza del dopo” ma è semplice buon senso con un pizzico di raziocinio.
Ma è tanto vero quello che sostengo, che anche in Italia non da oggi si sta cominciando a parlare di alfabetizzazione finanziaria come esigenza sociale, come necessità di inserire almeno l’ABC della finanza nel normale patrimonio di conoscenze che ciascuno dovrebbe possedere senza che ci si riferisca a sofisticazioni complesse e/o astruse. Ad esempio, i Fondi che stanno vivendo un momento difficile, avendo un patrimonio separato da quello delle banche, sono più sicuri intrinsecamente. Eppure un mare di risparmiatori hanno abbandonato i fondi e si son fatti riempire di obbligazioni bancarie comprese quelle strane o stravaganti. Anche qui parliamo sì di tecnicalità ma di facile ed immediata comprensione. Se ci si dedicasse un attimo di attenzione e di studio. E dopotutto, ragazzi! si parla dei propri quattrini, mica di fanfaluche!
Un’ultima notazione voglio però farla e confesso apertamente la mia intenzione strumentale. Fate conto di andare in banca con un gruzzoletto da investire; il consulente avendo identificato il vostro profilo di rischio ha da suggerirvi molteplici soluzioni tra cui qualche prodotto finanziario proprio non proprio adatto al vostro profilo di rischio vendendo il quale la banca incassa commissioni molto più alte rispetto a quelle di un altro prodotto che sarebbe più adatto al vostro profilo. Domanda: secondo voi quale prodotto vi consiglia il consulente? La risposta può non esere univoca ma in senso generale il consulente tenderà a vendere ciò che fa guadagnare di più la banca. In quel momento il consulente si trova in CONFLITTO DI INTERESSI rispetto a voi che siete lì col sudato gruzoletto. E’ del tutto evidente che questo conflitto di interesi rischia di avvenire a vostro danno. Quale morale ne trarreste? Beh! normalmente la morale dovrebbe implicare che il consulente è stato poco corretto, e trovandosi in conflitto non ha rispettato un criterio ETICO e deontologico tanto elementare quanto essenziale.
La mia strumentalità consiste nell’essere riuscito ad evidenziare, spero, che i conflitti di interesse sono sempre dannosi e pericolosi in economia come nella finanza quanto in politica. Ed altrettanto mi auguro di essere riuscito a chiarire che, a mio modo di vedere, la difesa di se stessi, la tutela dei propri interessi parlando di soldi o della propria cittadinanza, sta nella comprensione, nella cultura e nell’informazione. Possibilmente neppure essa in conflitto di interessi.