La Moneta & la Banca
Pubblicato da nonallineato su Ottobre 31, 2008
Mi stimolava un’amica che mi onora delle sue letture, a dire qualcosa su moneta e banca, sul perché è nato il sistema bancario e sulle sue radici. La richiesta nasce dal non nascosto sospetto che dietro alle banche ed alla moneta, ci sia un originario disegno oscuro ed impenetrabile. Non è così e comunque per me è un invito a nozze, ad occuparmi di due argomenti che mi appassionano: la storia e l’economia. Provo a parlarne.
Mi scuso in anticipo della lunghezza dovuta alla copiosità dei temi che parlare di questi argomenti implica.
E’ sempre buona regola, credo, iniziare con le definizioni terminologiche delle parole che si usano. E’ un buon sistema per chiarire senza equivoco alcuno di cosa si sta parlando. Se il tema è la “moneta” da usare quale leva per parlare di banche, non basterebbero i volumi che pure sono stati scritti per il semplice motivo che parlare di moneta è parlare dell’umanità e del suo evolversi fino ad oggi. Ma con grande modestia ed umiltà diciamo che moneta oggi possiamo accettabilmente definirla con una delle accezioni che di essa fornisce il Dizionario De Mauro: mezzo di pagamento costituito, a seconda dei paesi o dei periodi storici, da una merce di valore stabile, da oggetti naturali non deperibili, da moneta metallica o cartacea, a cui è riconosciuto un valore tale da costituire l’unità di misura del prezzo di qualsiasi bene economico: stabilità, instabilità della m., circolazione della m.
Più sinteticamente la moneta oggi è un mezzo di scambio rappresentato da banconote o monete metalliche ma altrettanto da titoli che privi della sembianza di banconota o moneta pur tuttavia ne sono a pieno titolo sostitutivi e sono parimenti accettati e circolano tra persone, imprese, enti o paesi con piena titolarità e parità di funzioni.
La moneta oggi è così, rappresentativa di un valore ma oggetto privo di valore intrinseco per l’evoluzione della vita economica dell’umanità che ha raggiunto dimensioni, complessità ed implicazioni tali da essere l’unico modo funzionale per regolamentare con efficacia ed univocità ogni transazione da chiunque fatta, comunque e dovunque.
Dunque la funzione fa l’organo si potrebbe dire ed è possibile comprenderlo semplicemente immaginando cosa era l’economia, il commercio alcuni millenni prima di Cristo con buoi e pecore a far da moneta e quello che è oggi quando parliamo di €uro, Dollari, Sterline,Yen o moneta elettronica. Sempre di moneta parliamo.
La moneta “baratto” rivela già diversi millenni fa la sua insufficienza venendo man mano sostituita dalla “moneta” in senso materiale, cioè l’oggetto di forma circolare che aveva un valore commisurato al valore intrinseco del tenore di metallo nobile del quale era fatta. Molto da raccontare sull’utilizzo della moneta durante le conquiste romane o da parte dei popoli che si affacciavano sul Mediterraneo. Ed è incredibile che siano stati documentati contatti commerciali sia pure indiretti tra l’impero romano al massimo della sua potenza e l’impero cinese: commercio di spezie, tanto richieste da suscitare una “domanda” di mercato altissima e quindi acquistare valore divenendo una “moneta di scambio”. L’excursus storico, sia pure in miniatura è comunque necessario e si vedrà perché. Dunque, seguono in Europa secoli bui dopo la caduta dell’impero romano d’occidente che, per quanto riguarda l’Italia durano fino all’VIII-IX secolo quando per molti motivi incomincia la parabola luminosa e mirabile delle Repubbliche Marinare: Amalfi,Pisa,Genova e Venezia. Il ciclo del fulgore di ciascuna di queste Repubbliche corrisponde a grandi eventi della storia ma si accompagna alla conquista non solo commerciale del Mediterraneo con propaggini verso i paesi dell’Arabia e dell’estremo oriente. Repubbliche marinare lasciano intendere flotte, di esili vascelli allora immensi carichi sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno e con ritmi e frequenze talmente elevati da indurre gli amalfitani a creare una cornice istituzionale, un robusto complesso di regole la cui validità ha esteso la sua durata fino al 1700. Non lascia gran meraviglia scoprire che la Tavola Amalfitana contiene espressi riferimenti a strumenti finanziari quali, ad esempio la lettera di credito ma non solo. Dietro a questo strumento non ci sono banche, non ancora. E’ solo uno strumento inventato dai mercanti per facilitarsi il lavoro data la complicazione che il commercio va assumendo. Quello delle Repubbliche Marinare è definito dagli storici dell’economia e del capitalismo il periodo italiano con le Repubbliche a guidare una sorprendente crescita economica, sociale e culturale ed all’espansione del benessere non solo nei loro territori. L’evoluzione anche “tecnologica” ed organizzativa era notevole. Era famoso l’Arsenale delle Repubblica Serenissima di Venezia nel secolo XIV: le maestranze riuscivano a montare una intera galera in un’ora circa. Nascono le grandi famiglie di mercanti che accumulano ricchezze immense, leggendarie e nasce il concetto di investimento e/o partecipazione in altre imprese oltre che nella propria e nasce quindi il concetto di finanziamento. Non il prestito grazioso dall’uno all’altro amico, ma il prestar danaro in cambio di un vantaggio o interesse che dir si voglia. Non è ancora banca ma ci si avvicina parecchio. Ci sono in embrione strumenti finanziari evoluti che ci lascerebbero a bocca aperta.
Un post non consente che di tratteggiare sommariamente, ma voglio ricordare il Monte dei Paschi di Siena che nella sua comunicazione pubblicitaria non manca di ricordare la sua data di nascita: il 1472. Non è la prima banca ma è impossibile parlare dei “banchieri genovesi o fiorentini che sostennero le grandi imprese di conquista della Spagna o la corte francese. Quello che mi interessava evidenziare è il parallelismo tra il progresso economico, lo sviluppo dei commerci e la nascita di strumenti di pagamento utili e funzionali all’attività economica. Essendo il mio nick gobettiano ed essendo un po’ provocatore e rompi, non mi asterrò da una notazione volante: soprattutto nella Serenissima, ma non solo, la multi etnicità era la regola, con tutte le etnie allora conosciute fianco a fianco a lavorare e progredire. E il progresso non solo economico fu figlio della “globalizzazione e del libero commercio” che riguardò tutto il mondo conosciuto ed anche quello sconosciuto attraverso le carovane che percorrevano le vie della seta o le rotte delle spezie.
Per collegarmi al tema va introdotto il discorso sul POTERE osservando, senza dilungarsi che il possesso e/o la gestione del danaro o comunque della ricchezza conferiscono potere aspetto che non fu estraneo nel disegnare le classi dominanti e le battaglie tra le grandi famiglie di mercanti che sulle ali della ricchezza si lanciavano alla conquista del potere politico. E’ così anche oggi ma con delle peculiarità il cui esame sarebbe un’ulteriore deviazione dal tema.
Tra alti e bassi dunque l’evoluzione umana continua, passa attraverso le grandi scoperte geografiche, le meravigliose e coraggiose esplorazioni da Magellano a Colombo, alle conquiste delle Americhe e, finalmente delle Indie, si formano e si rafforzano gli stati nazionali in una storia che dura ancor oggi senza fine se non nel post. A questa evoluzione non solo economica continua ad accompagnarsi l’evoluzione degli strumenti utili a sostenere l’espansione nelle modalità sempre più ampie e sofisticate che il commercio va assumendo le Banche che sono nate diventano grandi, sofisticate, potenti e ad una o qualcuna di esse il sovrano “concede” la facoltà di battere moneta. Ma senza entrare in troppi dettagli, oramai da gran tempo il battere moneta è stato avocato a sé dagli stati: la Zecca dello stato è la fabbrica di banconote e monetine. Ancora una piccola digressione: la quantità di moneta in circolazione ha rapporto con la dimensione ed il valore dell’attività economica di un paese. Per avere un riferimento, si pensi solo all’inflazione a cui corrisponde una quantità di moneta eccessiva o alla deflazione a cui corrisponde insufficienza di moneta. Sono concetti espressi assai rozzamente, ma servono a dare un qualche riferimento riconoscibile.
Lo stato liberale conscio del potere delle banche, oramai sistema, ma consapevole del ruolo sociale delle banche, istituisce un sistema di regole e di controlli (CONSOB, Banca d’Italia,Autorità per la concorrenza, Associazioni Consumatori)a tutela dei risparmiatori, della trasparenza e della salvaguardia della banca stessa. Si pensi anche alla caduta di una piccola banca locale: le ricadute economiche e quindi sociali sul territorio sarebbero devastanti e quindi, al di là di momenti di crisi come questi, esistono il FITD (acronimo di Fondo Interbancario Tutela dei Depositi) e altri strumenti.
Non so con quanto successo ma mi auguro che da questo prolisso post sia emerso che la banca nasce dall’esigenza di avere strumenti di supporto all’attività economica ed al commercio diventando a sua volta un’azienda votata al profitto: azienda di servizio ai consumatori, alle imprese ed alla società intera, è un’azienda e come tale funziona. Ho cennato all’argomento nel precedente post Leveraging & Deleveraging.
A margine rilevo la mia posizione assai critica sul “sistema bancario” italiano per molti e diversi motivi ma di nuovo, sarebbe troppo complicato tentare di capire cosa vuol significare parlare di “sistema bancario”. Val la pena invece riferirsi di nuovo al POTERE per ammettere con tranquillità che la ricchezza, il danaro, la ricchezza e la sua gestione il potere lo conferiscono indubitabilmente. E danaro e ricchezza sono una meta ambita da parte di molti comuni mortali. La natura di strumento e la natura di meccanismo che connota la Banca e la sua attività, dovrebbe chiarire la loro neutralità etica che non esclude affatto la moneta come anche altrove ho sostenuto. E non provoco affatto affermando che strumento è anche la finanza, quella sana, quella che non è fine a se stessa. A suffragare l’asserto, si pensi alla Banca d’Italia che ha avuto come Governatori fior di galantuomini di eccelso livello personale, etico e professionale come Einaudi o Menichella, Baffi come Ciampi fino ad oggi ma passando per Fazio, archetipo del potere male usato. Ma anche le banche ordinarie, dove a personaggi come Raffaele Mattioli, mitico presidente della Banca Commerciale Italiana fa da contraltare fiorani giampiero oggi sotto processo.
D’altronde nessuno può illudersi che le istituzioni politiche ed economiche NON siano lo specchio della società e questo, con tutta evidenza, non è senza conseguenze. Quelle che viviamo e vediamo.
Ma tanto per confermare la mia vena provocatoria, voglio chiudere in bellezza. Oggi ancor più che il potere economico, il potere vero è quello dell’informazione (in senso lato): nessun potere, neppure economico riesce a vivere senza informazione. Il potere dannoso e pericoloso è quello della asimmetria informativa che acquista maggior valenza e pericolosità quando c’è l’inerzia di una parte che è SEMPRE la parte più debole. (Volendo ho blaterato in argomento qui) Esempio. Essendo a reddito fisso, chiedo un mutuo e la mia banca mi consiglia e mi concede un mutuo a tasso variabile. Errore concettuale enorme. Ad un reddito fisso non va addossato un rischio variabile crescente o decrescente che sia. E’ Bibbia! La banca sbaglia. Ma chi si carica il debito non è innocente. Peggio! E’ inerte e non rispetta il suo danaro.
La disparità di forza contrattuale, l’asimmetria informatia insieme ai confitti di interesse sono il terribile immanente virus del capitalismo e contro di esso gli stati più moderni ed avveduti hanno allestito difese non certo impermeabili né perfette, ma implacabili nel punire con inflessibile durezza chi queste regole viola. Salvo che in Italia, dove tra commistioni neppure nascoste, consorterie, cllan, conflitti di interesse, monopoli, oltre all’impunità regna l’intrallazzo politico-bancario-economico che determina il blocco ed il malessere del paese. Solo che l’asimmetria informativa non è una condanna ineluttabile di un rio destino. La cultura, lo studio, l’informazione pure raggiungibile sono armi potenti intanto per capire ma per tutelare se stessi edi propri quattrini e le proprie scelte. Anzi, sono armi micidiali! A condizione di usarle.