Prime notizie sul piano anti-crisi (????????)
Pubblicato da nonallineato su Novembre 25, 2008
Le prime notizie sul “vertice” di ieri sera ove il governo ha presentato alcune linee del piano anti-crisi non mi sembrano buone. Non mette neppure conto parlare dei vincoli di finanza pubblica. Al di là di cifre è l’approccio a non piacermi.
Si tratta in effetti di misure una tantum, piuttosto disperse in troppi rivoli e tra essi la “social card” famigerata che, al di là dell’entità ha ai miei occhi una connotazione terribilmente mortificante e negativa.
Mi permetto osservare che le misure ipotizzate sono destinate a soggetti deboli, quelli che ricadono in fasce di basso reddito. Non è questo ad essere sbagliato ma la dispersione. La scelta migliore sarebbe quella di concentrare le risorse perchè in effetti solo la concentrazione consente di incidere sulla fiducia, sulle aspettative e contrastare la crisi di consumi. D’altra parte le famiglie a basso reddito includono comunque lavoratori sui quali incombono i rischi di perdita del lavoro. Ammortizzatori Sociali! E’ questo il settore in cui dovrebbero essere concentrate le risorse ed è il settore il cui sostegno ha una lodevole rilevanza sociale ed un concreto effetto economico.
Il capitolo sul blocco delle tariffe, presenta connotazione un tantino demagogica alla luce delle riduzioni del prezzo del petrolio che hanno ridotto, per fortuna, i prezzi dei carburanti e ridurranno a breve i costi per elettricità e riscaldamento. Ma va bene anche questo provvedimento nonostante lo scarso contenuto concreto. Quanto al blocco delle tariffe autostradali, il governo dovrebbe precisare: alcuni giorni fa parlando dei 16 miliardi di invetimenti anche per strutture autostradali, si era parlato di finanziarle operando sulle tariffe. Allora blocco o quale altra scelta?
Il tema comunque, come chiunque può constatare, ha strettissima connessione con le entrate dello stato e quindi con l’imposizione fiscale. Da questo punto di vista, quasi inosservate sono passate norme che hanno abolito provvedimenti assunti dal governo Prodi in chiave anti-evasione. Ma c’è altro da segnalare. Con riferimento al mese di Settembre 2008 l’ISTAT segnala una diminuzione dei consumi quantificabile nello 0,2%. Il Ministero delle Finanze con riferimento alle entrate misurato a Settembre 2008, indica una flessione del gettito IVA pari all’1,3% nei primi mesi del 2008 e del 2,5% da Agosto a Settermbre. l’IVA è una imposta assolutamente proporzionale. Consumi -0,2% IVA -1,3% c’è una differenza di 1,1% che almeno parzialmente sta ad indicare evasione IVA che non potrà non rispecchiarsi nelle dichiarazioni dei redditi 2008 con ovvie ricadute sul gettito delle imposte sui redditi.
Non critico, non censuro, non insinuo. Sottolineo con forza quanto importante sia la metastasi italiana dell’evasione fiscale e quali conseguenze pesanti abbia portato e porterà al paese. Dovrebbe essere trattata come un’emergenza nazionale che, questa sì, dovrebbe suscitare allarme sociale.
Tentando di rimanere asettico, non posso omettere l’osservazione che le notizie che circolano stamattina, seguite ad anticipazioni, cifre, smentite, straparlate sono esattamente quello che nuoce alla fiducia.
Per chi fosse interessato, ecco
Le principali misure anti evasione eliminate dal Governo Berlusconi
1. Elenco clienti fornitori. L’elenco ha l’obiettivo di facilitare i controlli fiscali consentendo di effettuare verifiche incrociate sulle transazioni di diversi operatori ai fini dell’applicazione dell’IVA. L’obbligo dell’elenco clienti e fornitori esiste in altri paesi.
Intervento. Il governo Berlusconi ha cancellato tout court l’obbligo, per imprenditori e professionisti che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi in Italia, di predisporre l’elenco dei soggetti nei cui confronti, nel corso dell’anno, avevano emesso fatture e quello dei titolari di partita Iva da cui avevano effettuato acquisti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.
2. Tracciabilità dei compensi. La misura richiede ai professionisti la tenuta di un conto corrente “dedicato” all’attività dello studio e di incassare compensi solo tramite bonifico o strumenti elettronici con l’obiettivo di facilitare l’identificazione di frodi fiscali.
Intervento. I professionisti non saranno più obbligati a tenere un conto corrente “dedicato”, anche se non in via esclusiva, all’attività dello studio, e potranno incassare le loro parcelle anche in contanti e non più solo tramite bonifico o strumenti elettronici.
3. Strumenti di pagamento (normativa antiriciclaggio). A fini anticiclaggio e di controllo delle transazioni con finalità di accertamento fiscale, si stabiliva a 5.000 euro il tetto per effettuare trasferimenti di contante, di libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore e introduceva l’obbligo di comunicazione all’agenzia delle entrate di richieste per libretti di assegni trasferibili.
Intervento. é stato elevato da 5.000 a 12.500 euro il tetto per i trasferimenti di contante, di libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore cioè senza intestazione personale.
4. Eliminazione dell’invio telematico dei corrispettivi (non ancora in vigore). L’introduzione della possibilità di inviare elettronicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate aveva l’obiettivo di facilitare e velocizzare le verifiche ed i controlli fiscali anche a distanza e agevolare la gestione degli obblighi fiscali per gli esercenti. L’invio telematico avrebbe infatti eliminato l’obbligo di emissione dello scontrino fiscale.
Intervento. Si elimina la possibilità di invio telematico dei corrispettivi e di controlli a distanza.
5. Responsabilità solidale committente-appaltatore-subappaltatore. La misura interveniva in un settore ad alta evasione fiscale introducendo la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore e committente per tutti i pagamenti verso l’erario e gli enti previdenziali.
Intervento. é stata eliminata la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore e committente per quanto riguarda il versamento delle ritenute fiscali; resta la responsabilità solidale per tutti e tre i soggetti per i soli obblighi contributivi e previdenziali.
Inoltre, sono state introdotte alcune misure che colpiranno la capacità deterrente dell’Amministrazione tra cui la riduzione delle sanzioni per la definizione dei verbali che ridurrà il costo per gli evasori scoperti di chiudere le vertenze con il fisco e la segregazione dei dati sui redditi dichiarati che impedirà il formarsi di una coscienza sociale del fenomeno evasivo.
Questo post è stato pubblicato il Novembre 25, 2008 a 1:07 pm ed è archiviato in Economia, Politica. Contrassegnato da tag: Ammortizzatori sociali, Evasione fiscale, Liberalizzazioni, Piano anticrisi, Recessione. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.