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Ovvietà e conformismo demoliscono l’intelligenza

La tragedia del terrorismo: stavolta in India

Pubblicato da nonallineato su Novembre 29, 2008

In India a Mumbai parrebbe finita la tragedia. Centinaia di morti e centinaia di feriti sono l’eredità di questa ennesima follia.

L’aspetto che mi sembre preoccupante della vicenda è la sua organizzazione. Un gruppi abbastanza numeroso di terroristi ha agito in maniera efficiente, consapevole ed organizzata in attuazione di un precisissimo piano. Altrettanto preoccupante è stata la reazione delle forze dell’ordine indiane su cui le critiche si sono addensate.

Un altro aspetto è l’incertezza su chi i terroristi siano ed in nome di chi o cosa abbiano agito. Alcuni di loro indossavano braccialeti propri di gruppi estremisti indù; dall’esame dei loro GPS parrebbero arrivati da Karachi in Pakistan; si ipotizza che il gruppo faccia riferimento ad un estremista pakistano. Insomma nebbia fitta nella quale si vede solo che i bersagli sono stati luoghi dove tipicamente c’è forte presenza di occidentali ed il Centro Ebraico.

Quando nei paesi occidentali o comunque dovunque il rischio terrorismo ci sia, la sorpresa circa la modalità dell’eventuale attacco è sempre un tema di incredibile difficoltà per le forze dell’ordine. Ed è vero che le misure di difesa apprestate si rivelano davvero efficaci solo quando si trovano concretamente ad affrontare la situazione.

L’estendersi del fenomeno, i focolai di conflitto di Medio-Oriente, Irak ed Afganistan rendono necessario il ripensamento di una strategia complessiva di intervento e contrasto. Capire se il cosa fatto finora e come è stato utile o meno è un passaggio fondamentale che, mi auguro, venga pragmaticamente affrontato dal mondo occidentale e non solo. Tentare di assicurarsi l’appoggio e la condivisione vera ed incondizionata dei paesi islamici e/o di quelli dove l’Islam è fortemente presente è un passaggio irrinunciabile non certo per discriminare nulla ma, piuttosto per comprendere i motivi ed i meccanismi che consentono a cattivi maestri di trovare tanti adepti per dei progetti criminosi, violenti e rivolti quasi esclusivamente verso vittime innocenti. Bisogna cercare di mettersi nei panni delle popolazioni islamiche per comprendere e smontare le loro paure o comunque trovare i giusti antidoti.

E’ questa l’operazione da compiere. Il modo aperto nel quale sono organizzate le società occidentali le rende fragili e l’incombere del terrore espone le popolazioni a misure che in nome della sicurezza vanno ad indebolire la privacy, la libertà ed i diritti di cui esse godono. E soprattutto bisogna non ascoltare i fanatici sostenitori di scontri di civiltà che sono utili solo a fomentare odio e peggiori conseguenze facendo esattamente il gioco del terrorismo. E soprattutto gli Stati dovrebbero avere approcci rigorosamente laici come unico metodo per evitare le trappole dell’assolutismo religioso.

 

2 Risposte a “La tragedia del terrorismo: stavolta in India”

  1. Bebe detto

    Bisogna cercare di mettersi nei panni delle popolazioni islamiche per comprendere e smontare le loro paure o comunque trovare i giusti antidoti.

    Fulgido esempio del pensiero di chi non ha ancora capito che sono proprio le popolazioni islamiche il lasciapassare per il jihad coranico.
    Esse NON hanno paura ma si stanno muovendo in ossequio ai dettami di una religione folle e violenta che si vuole affermare, more solito, attraverso i massacri.

    Bebe

  2. nonallineato detto

    Bebe Grazie del tuo commento. Non fulgido il mio pensiero, ma pieno di speranza si. E soprattutto scevro dalla presunzione di conoscere il corano o l’Islam ma ben edotto sulla storia. E la storia sostanzia il mio non fulgido pensiero.
    In ogni caso, da laico, credo che le religioni si prestano facilmente ad opera di cattivi maestri ad obnubilare i cervelli, sicchè di talebani islamici o induisti o cattolici ne circolano fin troppi per i miei gusti.
    luigi

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